Il Cappero Selargino

Il cappero di Sardegna

Un solo produttore

A Selargius, nell'entroterra cagliaritano, il cappero era una coltivazione importante e dal pregio riconosciuto e simile al famoso cappero di Pantelleria. Il una zona dedita all'agricoltura, il terreno si presenta particolarmente adatto al prosperare di questa specie, dai frutti piccoli, gustosi ma delicati. Questa varietà di cappero, unica in Sardegna, era quasi scomparsa ed è stata ripresa da Marco Maxia, che ha ripreso la tradizione e le coltivazioni ed è, ad oggi, l'unico produttore del pregiato cappero selargino.

Sull'Arca del Gusto di Slow Food

L'Arca del Gusto di Slow Food seleziona nel mondo i prodotti appartenenti alla storia e alle culture dei vari popoli, cercando di tutelare e dare continuità alle tradizioni locali, poiché il cibo è storia e cultura. Proprio per diffonderne l'esistenza e favorirne la diffusione, Slow Food ha deciso di inserire il cappero selargino nell'Arca del Gusto; si tratta, infatti, di un prodotto appartenente alla storia del territorio sardo, inizialmente coltivato e utilizzato per la cura delle varici, e poi diffuso in gastronomia a partire da metà Ottocento.

Il cappero Selargino

Il cappero è una pianta di probabile origine tropicale, diffuso già da migliaia di anni nel Mediterraneo e noto per le sue proprietà medicinali fin dai tempi dell'Antica Grecia. A partire da metà Ottocento, comincia a diffondersi l'utilizzo dei boccioli in gastronomia, per insaporire i piatti con il loro gusto aromatico e la consistenza croccante. Il cappero è una pianta perenne, che cresce bene in zone aride e rocciose, e si alimenta con l'umidità dell'aria. I fiori sono delicati, bianco rosati e bellissimi in contrasto con il verde intenso delle foglie. Per conoscere meglio la storia di questo fornitore visita il sito: http://www.ilcapperoselargino.it/


Ecco alcune ricette realizzate con i loro prodotti

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